No al calcolo discrezionale degli ammortamenti fiscali - L'Agenzia ribadisce che non è possibile operare 'in modo avulso dalle indicazioni di bilancio'


I nostri software
 Home > Tutte le notizie ed i documenti
 
No al calcolo discrezionale degli ammortamenti fiscali - L'Agenzia ribadisce che non è possibile operare 'in modo avulso dalle indicazioni di bilancio'
Autore: Fisco Oggi - Annamaria Crisconio - aggiornato il 24/06/2005
N° doc. 356
Risoluzione n. 78/E del 17 giugno 2005
No al calcolo discrezionale degli ammortamenti fiscali
L'Agenzia ribadisce che non è possibile operare "in modo avulso dalle indicazioni di bilancio"
L'abrogazione - operata dal Dlgs n. 344/2003 - della norma contenuta nel quarto comma dell'articolo 67 (attuale 102) del Tuir, che fissava un importo minimo per le quote di ammortamento ammissibili in deduzione non significa "la possibilità di calcolare discrezionalmente gli ammortamenti fiscali, in misura diversa dagli ammortamenti civilistici e, quindi, in modo avulso dalle indicazioni di bilancio, stante il principio di derivazione del reddito imponibile dal risultato del conto economico enunciato all'art. 83 del TUIR" (risoluzione 78/E del 17 giugno).

L'Agenzia ribadisce che non è possibile operare "in modo avulso dalle indicazioni di bilancio"

Una delle ultime risoluzioni emanate dall'Agenzia delle Entrate, la n. 78 del 17 giugno 2005, chiarisce un interessante profilo scaturente dall'intreccio tra normativa civilistica e normativa fiscale in relazione all'ammortamento di beni materiali strumentali all'attività d'impresa.

Tecnicamente, l'ammortamento è un procedimento contabile volto a ripartire l'onere derivante dall'acquisto di un cespite aziendale su tutti gli esercizi corrispondenti al periodo di vita utile del bene stesso(1).

Sotto il profilo della disciplina del bilancio civilistico, l'articolo 2426 del codice civile al punto 2) stabilisce che "il costo delle immobilizzazioni, materiali ed immateriali, la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilità di utilizzazione".

La disciplina fiscale, contenuta nell'articolo 102 del Tuir, si basa, invece, sulla ripartizione del costo sostenuto per l'acquisizione del bene materiale strumentale in un numero di anni corrispondenti all'applicazione di coefficienti stabiliti per ciascuna categoria di beni omogenei con decreto del ministro dell'Economia e Finanze(2), ma consente anche una deduzione inferiore, mediante l'applicazione di un coefficiente inferiore a quello fissato nel decreto ministeriale.

Fino all'abrogazione del quarto comma dell'articolo 67 del Tuir (ora articolo 102), era ammissibile la deduzione di una quota d'ammortamento inferiore a quella ordinaria, ma con il limite minimo del 50 per cento dell'aliquota ordinaria.
Attualmente, il venir meno di tale limite minimo aveva ingenerato negli operatori il dubbio che non ci fosse più alcun limite nel contabilizzare fiscalmente quote di ammortamento inferiori a quelle previste dal citato decreto ministeriale.

L'ipotesi di una dissociazione tra ammortamento civilistico e ammortamento fiscale nel senso di un maggior ammortamento fiscale è stato oggetto del novellato articolo 109 del Tuir e del relativo prospetto EC previsto per la prima volta in Unico 2005(3), la cui disciplina è stata chiarita dettagliatamente dalla circolare n. 27/E del 31 maggio 2005(4).

L'articolo 109 del Tuir consente attualmente di poter operare ammortamenti fiscali superiori a quelli ammessi dalla normativa civilistica, e di operare le conseguenti variazioni in diminuzione sull'utile di bilancio al fine della determinazione del reddito d'impresa, possibilità che precedentemente era offerta dell'abrogato articolo 2426, comma 2, c.c., in virtù del cosiddetto principio della "dipendenza rovesciata". Cioè, una norma fiscale poteva attrarre nel conto economico componenti negativi non giustificati strettamente dalle norme sul bilancio.

Il prospetto EC assolve, dunque, la funzione di strumento per differire una parte delle imposte dovute, non solo per gli ammortamenti dei beni materiali e immateriali, ma anche per le rettifiche di valore, gli accantonamenti e i canoni di locazione finanziaria per la parte che eccede la somma degli ammortamenti dei beni acquisiti in leasing e degli interessi passivi che derivano dai relativi contratti imputati a conto economico.

L'ipotesi inversa, della deduzione fiscale inferiore a quella civilistica, è stata, invece, oggetto della
risoluzione n. 51/E del 22 aprile 2005(1), che ha ammesso espressamente che dal 1° gennaio 2004 si possono dedurre fiscalmente quote di ammortamento entro il limite massimo stabilito per ciascuna categoria omogenea di beni dal citato decreto ministeriale del 31/12/1988, senza alcun limite minimo.
La citata risoluzione ha consentito, inoltre, il recupero negli esercizi successivi delle quote d'ammortamento non dedotte nell'esercizio in corso a causa dell'applicazione di coefficienti ridotti rispetto a quelli massimi consentiti.

Però, questo non vuol dire una determinazione assolutamente arbitraria delle quote di ammortamento da dedurre in un determinato esercizio.
La
risoluzione n. 78/E del 17 giugno chiarisce, infatti, che l'abrogazione del limite minimo della quota di ammortamento ammissibile non significa "la possibilità di calcolare discrezionalmente gli ammortamenti fiscali, in misura diversa dagli ammortamenti civilistici e, quindi, in modo avulso dalle indicazioni di bilancio, stante il principio di derivazione del reddito imponibile dal risultato del conto economico enunciato all'art. 83 del TUIR".

L'Agenzia delle Entrate, ribadendo che il reddito d'impresa si determina apportando all'utile o alla perdita risultante dal conto economico, relativo all'esercizio chiuso nel periodo d'imposta, le variazioni in aumento o in diminuzione conseguenti dall'applicazione delle norme contenute nel Tuir, ha specificato anche che, nella fattispecie in esame, occorre operare correttamente le variazioni in aumento nell'esercizio in cui gli ammortamenti fiscali sono inferiori a quelli civilistici.
Al contrario, negli esercizi successivi non si potranno operare le corrispondenti variazioni in diminuzione relative alle quote di ammortamento non dedotte in precedenza, perché non troverebbero una legittima giustificazione nelle norme relative al reddito d'impresa.

NOTE
1. Vedi anche l'articolo "
Componenti negativi di reddito - 7" apparso su FISCOoggi del 28 aprile 2005.

2. Decreto ministeriale 31/12/1988.

3. Obbligatorio per le società di capitali e le cooperative, facoltativo per le società di persone e gli imprenditori individuali.

4. Vedi anche "
Disinquinamento del bilancio, i chiarimenti dell’Agenzia" su FISCOoggi del 1° aprile 2005.

5. Vedi anche "
Inquinamenti fiscali e legittimità di differire la deduzione di ammortamenti deducibili imputati a conto economico" su FISCOoggi del 27 maggio 2005.


Annamaria Crisconio

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
GBsoftware S.p.A.
Sede Legale
Via B.Oriani, 153
00197 Roma
Sede Amministrativa
Via F.lli Cancellieri, 7
06026 Pietralunga (PG)
Sede Operativa
Via Biturgense, 100
06012 Città di Castello (PG)
Contatti
Tel. 06.97626328
info@gbsoftware.it
Cap. Soc. € 1.000.000,00 i.v. - Rea: Rm-1065349 C.F. e P.Iva 07946271009
Invia mail a GBsoftware